giovedì 20 marzo 2014

Un ricordo di Mario Lodi

Questo mese si è spento Mario Lodi.
La notizia, che mi è stata data da Aldo Pallotti, collaboratore di Mario con cui sono rimasta in contatto, mi ha lasciato senza parole e con un grande senso di rimpianto, perché non ho mai potuto conoscere quell'uomo di persona.
Ci siamo sempre sentiti per posta.
Ho ricevuto la prima lettera di Mario Lodi quando avevo dodici anni. Aveva terminato la stesura del mio primo romanzo che parlava dei viaggi avventurosi di una ciurma di pirati folli, che andavano in cerca di guai attraverso il mare. Mario Lodi lo lesse, quel romanzo, lo lesse tutto e trovò il tempo per rispondere a quella bambina che, come i suoi pirati, aveva appena iniziato un viaggio senza sapere dove l'avrebbe portata e con l'obiettivo, molto ingenuo e infantile, di diventare famosa tramite la scrittura. Mario Lodi in quelle righe ha espresso ammirazione per la mia fantasia e mi ha invitato a leggere e scrivere moltissimo perché la fantasia non è tutto. Bisogna imparare lo stile, bisogna mettersi in testa di lavorare, studiare, leggere e scrivere non per diventare famosi, ma perché le parole sono belle. Altrimenti "si finisce in un'isola".
Seguendo il consiglio, che è stato anche quello di Aldo, ho scritto, concentrandomi di più sul mio mondo interiore, leggendo sempre di più cose belle.
E quando, a diciassette anni, ho inviato a Mario Lodi la prima stesura del romanzo dell'angelo, questa è stata la sua risposta. La metto qui, per ricordare Mario tramite la bellezza delle sue parole. E in silenzio lo ringrazio per avermi fatto capire che la vita, come quella che lui ha creato per tanti bambini, è una casa delle arti e del gioco.


Cara Gisella, ho letto il suo bel racconto dell'angelo, metafora del senso della vita che gli adolescenti vivono con difficoltà.
E' un romanzo pieno di emozioni e di personaggi, che certamente riuscirà a "svegliare" i giovani. Lei ha scritto un bel libro e mi auguro che trovi un editore che lo pubblichi.
E' già una scrittrice capace di esprimere con uno stile personale la sua autobiografia esistenziale. Continui così, con sincerità, il racconto della sua esperienza.
Grazie per il dono di una bella e vera lettura.
Glielo restituisco all'indirizzo indicato in busta o lo posso tenere?
Cari saluti,
Mario Lodi