martedì 23 giugno 2015

Caos ordinario


Achille piè veloce scappa dalle attenzioni moleste di Madame Bovary. Anna Karenina racconta le sue pene a Elizabeth Benneth, che le sorride con un piglio ironico, annuisce e prende nota. Lord Henry discorre con Socrate del senso della bellezza e dell'amore ed entrambi fanno l'occhiolino a Dorian Gray. Frankenstein, incompreso, mormora qualcosa a Zeno, che gli risponde: "La vita è una malattia", e si fuma una sigaretta.
Poi c'è Harry Potter che cerca di calmare l'Orlando furioso con un Petrificus totalus!; c'è Long John Silver che corrompe Lucia Mondella, la quale decide di diventare un pirata, e al diavolo Renzo! In un angolo, Adso si lamenta che tutti fanno del facile umorismo sulla pronuncia del suo nome; da un'altra parte, i personaggi della Woolf insultano il monologare plebeo che emerge dai romanzi di Joyce. In cima in cima, il Barone rampante osserva con distacco Sandokan mentre questo urla a tutti quanti: "La tempesta o io! Chi di noi è il più tremendo?"
Infine Peter Pan prende per mano Arturo e lo riporta alla sua isola, dove Nunziatina non ha mai smesso di aspettarlo.

Un giorno riordinerò la mia libreria, separando con perizia gli autori e mettendo le opere in ordine alfabetico, di modo che la smettano di ciarlare tra di loro.
Ma non è questo il giorno.


martedì 16 giugno 2015

Come finirà "Game of Thrones"?
Non è vero che tutti possono morire


Per prima cosa, attenzione:
POSSIBILI SPOILER PER CHI NON HA VISTO LA 5x10

Valar Morghulis.

Da aprile a giugno, i primi giorni della settimana significano due cose: metà del web è sconvolta per l'ultimo episodio della quinta stagione di Game of Thrones; l'altra metà è furente contro chi ha inondato Facebook di spoiler.
Questa serie tv è infatti celebre (anche) perché chiunque può essere ucciso.
Ma ne siamo sicuri?
Il mio scopo sarà qui dimostrare che Game of Thrones in realtà è un fantasy tradizionale, dove alla fine vinceranno i "buoni e giusti", seppure a caro prezzo.
Non ci credete?
Fate un viaggio con me.
Cercherò di rispondere alle seguenti domande:
1. Chi sono i veri protagonisti di GoT?
2. Perché Jon Snow non può essere morto davvero?
3. Come andrà a finire Game of Thrones?

Tutti gli uomini, in GoT, devono morire? GoT è un fantasy innovativo dove i protagonisti stessi sono a rischio?
La mia risposta è no e no, perché i protagonisti, i veri protagonisti della serie, non sono ancora morti e ho ragione di scommettere che non moriranno mai.

CHI SONO I VERI PROTAGONISTI DI GOT?


La serie tv può trarre in inganno a causa della moltitudine di personaggi che affollano la scena, ma analizzando le varie storyline, si possono individuare coloro che sono, secondo i parametri del fantasy classico, destinati al successo: Daenerys, Bran, Arya e Jon Snow (sì, anche lui).

I fantastici quattro hanno infatti in comune quelle caratteristiche che li rendono eroi da fantasy tradizionale, o da fiaba:

1) hanno avuto un'infanzia difficile perché sono degli outsider: Jon è creduto figlio illegittimo di Eddard Stark; Daenerys ha trascorso l'infanzia senza avere una casa e costretta a subire la follia di suo fratello; Arya ha sempre preferito le armi agli aghi da ricamo, cosa disdicevole per una lady; Bran è diventato storpio.

2) proprio perché sono outsider, diversi, inizialmente sfortunati iniziano dei percorsi di formazione: Jon passa dall'essere un emarginato al diventare un potente guerriero; Daenerys passa dall'essere una ragazzina spaventata all'essere una potentissima regina dei draghi, distruttrice di catene ecc ecc; Arya, così a disagio a casa propria perché non è abbastanza femminile per essere una lady, diventerà un'assassina professionista; Bran, anche lui limitato fisicamente, andrà oltre la Barriera dove (ATTENZIONE SPOILER PER CHI NON HA LETTO I LIBRI) diventerà l'erede designato del Corvo a Tre Occhi

3) tutti partecipano a quella che nel fantasy tradizione viene definita morte del mentore, che si verifica quando una figura guida muore e il protagonista deve cavarsela da solo: per Jon, Bran e Arya muore Eddard Stark (su cui tornerò più avanti); per Daenerys muore khal Drogo, che si può considera il suo mentore perché è grazie alle "sfide" che lui le impone che Daenerys cresce.

4) tutti sono orfani, o lo diventano.

5) tutti sono obbligati a superare delle prove (e qui è troppo lungo elencarle tutte).

6) tutti, nella migliore tradizione fantasy, ricevono un dono magico in seguito alle prove superate: Arya diventerà in grado di servire il Dio dei Mille Volti; Daenerys ha ricevuto i draghi; Jon Snow ha ricevuto Lungo Artiglio, una delle poche armi capaci di uccidere gli Estranei; Bran (SPOILER) nei libri riceve il potere di entrare negli Alberi-Cuore (e ho ragione di credere che questo sarà utilissimo, ma ci torno più avanti).

7) sono puri di cuore, o almeno agiscono secondo giustizia, punendo i malvagi ed essendo sempre coerenti con la propria morale.

Ecco, per queste ragioni, ritengo che questi siano i veri protagonisti di Game of Thrones. A queste argomentazioni va aggiunta una teoria su Jon Snow che riporterò più avanti. Ora preferisco chiarire un altro punto.

PERCHÉ GLI ALTRI NON SONO I PROTAGONISTI?

Eddard Stark: sembra il protagonista. In realtà è il mentore, cioè la figura a cui inizialmente tutti fanno riferimento e che, quando muore, lascia tutti nella merda sconvolti. Inoltre non è un tipico protagonista di fantasy perché, come sua moglie, non compie percorsi di crescita
Robb Stark: anche lui nella serie tv sembra uno dei protagonisti, perché possiamo vedere il suo punto di vista da subito. Ma non può esserlo perché, tra le caratteristiche elencate sopra, Robb non ne possiede tre fondamentali: non è un outsider, dunque non è chiamato a mettere alla prova se stesso per essere accettato dalla società, dunque non ottiene il mezzo magico. 

MENZIONE SPECIALE PER
TYRION LANNISTER

Su di lui c'è molto da dire. Da una parte, Tyrion è il tipico protagonista di fiaba: emarginato, obbligato a cercare se stesso, perseguitato e mortificato anche quando salva tutti (la battaglia delle Acque Nere vi dice niente?), così sfortunato da far concorrenza a Oliver Twist, così fortunato da non poter essere quasi realistico (sfugge al morbo grigio quando Ser Friendzone se lo piglia). 
Però ci sono due motivi per cui non è un protagonista tipico di fantasy: per prima cosa, non riceve mai il mezzo magico e, cosa più interessante, Tyrion uccide il proprio mentore, il padre, colui dal quale ha appreso tutto (una zia di Tyrion e Jaime, infatti, dice a Jaime che il vero erede di Twyin è Tyrion).
Insomma, Tyrion mi sembra un perfetto, affascinante connubio tra un protagonista di romanzi fantasy e protagonista di romanzo realistico.
Per questo motivo la sua sorte mi pare incerta.
Per questo motivo, tutti noi lo amiamo così tanto: perché Tyrion è lo specchio delle nostre miserie, e della gloria che possiamo raggiungere solo grazie alle nostre capacità e nonostante il mondo ci detesti. Ma è anche molto umano, soggetto all'ira e all'errore.
Nel caso in cui qualcuno non lo amasse, poi, l'interpretazione straordinaria di Peter Dinklage fa passare trasforma ogni cuore di pietra in un cuoricino sberluccicoso da fangirl.

E a proposito di fangirl, passiamo a Jon Snow.


ECCO PERCHÉ JON SNOW NON PUÒ ESSERE
MORTO DEFINITIVAMENTE

Ho ragione di credere che Jon, seppur morto nell'ultima puntata (che ha sconvolto le fangirl), sarà resuscitato.
Andiamo con ordine.

Ci sono due motivi.
Il primo: perché, a parer mio, ma non solo, verrà salvato da Melisandre. Si è visto infatti con Thoros di Myr e il Lord della Folgore (i banditi incontrati da Arya nella stagione addietro), che i sacerdoti rossi sono in grado di riportare alla vita. Questa mia tesi è avvalorata dal fatto che nei libri Melisandre non segue Stannis in battaglia, ma rimane nei paraggi di Jon per tutto il tempo; nella serie tv, Melisandre si allontana e segue Stannis, ma guarda caso, torna appena prima del finale.

Il secondo motivo riguarda le teorie sulle vere origini di Jon Snow, su cui i fan fantasticano da anni e che, secondo alcuni, sono convalidate dal fatto che, quando Jon viene accoltellato, dalle sue ferite "esce fumo". Come dalle ferite dei Targaryen.
Secondo alcuni, infatti, Jon Snow sarebbe il figlio segreto di Lyanna e Rhaegar Targaryen. I motivi per cui questa teoria sembra più che valida sono facilmente reperibili in rete.


QUINDI COME FINIRÀ GAME OF THRONES?

Daenerys si prenderà il Trono di Spade, su questo non ci piove. E ho anche una certa sicurezza nel sostenere che Jon Snow sarà al suo fianco.
Perché le profezie, nell'universo di Martin, si avverano sempre, anche se in modi strani. Una profezia è quella che Maggie la Rana fa a Cersei: una regina più bella di lei le ruberà tutto ciò che possiede. Non credete davvero che sia Margaery, vero?
L'altra profezia è quella di Azor Ahai, e che può riguardare sia Daenerys che Jon: entrambi infatti hanno dovuto sacrificare qualcuno che amavano (Drogo e Ygritte), entrambi sono "puri di cuore".
Che cosa succederà dunque?

Credo che sia inevitabile il confronto tra Daenerys e gli Estranei, per due motivi: primo, nessun altro può fermare gli Estranei; secondo, al momento Daenerys è troppo forte, con quei suoi draghi (non credete che basteranno i dothraki a fermarla, vero?). Quindi al momento non c'è nessuno che può battere gli Estranei, e non c'è nessuno che può battere Daenerys. Dunque il confronto tra le più grandi potenze di Westeros è ovvio. Sarebbe troppo facile se Dany scendesse nel Continente Occidentale, no?
Inoltre, così incontrerà Jon Snow e, nella migliore tradizione Targaryen, si sposeranno.



Bene, io ho finito con le mie teorie, vòlte a dimostrare che Game of Thrones intreccia elementi da fantasy tradizionale con elementi innovativi, ma con una certa sicurezza posso affermare che le basi su cui GoT si regge sono quelle del fantasy classico.
Se Jon, Daenerys, Arya o Bran moriranno definitivamente, allora sì che sarò sorpresa. E, forse, un poco delusa.

Voi cosa ne pensate?
ASPETTO I VOSTRI COMMENTI.
Intanto vi ringrazio per avermi seguito fino a qui. Vi siete meritati un Hodor.


mercoledì 3 giugno 2015

Addio a Stoccolma


"D'una città non godi le sette o le settantasette meraviglie,
ma la risposta che dà a una tua domanda."
(I. Calvino, Le città invisibili)



A Stoccolma ho trovato le risposte nelle canzoni cantate in tante lingue diverse; nelle feste del Caffè Bojan; nell'aurora boreale, così bella e inquietante; nelle partite di hockey; nella zuppa calda regalata da un barista impietosito; nella neve che copre ogni cosa; nella primavera che arriva lenta e tanto desiderata; negli alberi con cui abbiamo fatto lunghe e intense chiacchierate; nelle porte automatiche che si aprono solo perché usiamo la Forza; negli occhi del mio Pirata quando, dopo tante settimane, ci ritroviamo.

Di certo la risposta non è mai in fondo a un bicchierino di shot, ma a volte è nascosta per strada. Se vuoi averla, basta perderti con un amico per le vie della città e vedere il sole che, alle tre del mattino, comincia a salire.

Di Stoccolma ricorderò i palazzi bellissimi di Östermalm, i coniglietti di Vasastan, i ciliegi di Kungsträdgården, e la città invisibile che solo io ho vissuto.
Di Stoccolma ricorderò soprattutto le persone che ho incontrato.

Quando, oggi, lascerò la mia Stoccolma, ho delle risposte da portare a casa.
Le domande restano un segreto.