mercoledì 12 marzo 2014

[Recensione] Angelize

Eccoci qui finalmente con la recensione di Angelize. Lo sapete: ho avuto il piacere di conoscere Aislinn al Lucca Comics dello scorso anno. Prima di incontrarci, ci eravamo sentite qualche settimana prima su internet. Non ricordo di preciso perché ci fossimo avvicinate (probabilmente tramite il suo blog, Aislinn Dreams che seguivo da un po'), ma forse è successo perché tutte e due abbiamo esordito nello stesso anno con un romanzo che parla di angeli. E anche i suoi sono angeli, diciamo, particolari! E molto, molto interessanti.

Titolo: Angelize
Autrice: Aislinn
Editore: Fabbri
Pagine: 344

Trama

Essere un angelo è terribile. Non provi emozioni, non puoi toccare, mangiare, amare. Per questo molti di loro cominciano a desiderare la vita terrena per provare quello che non hanno mai sperimentato nell'eternità. Per liberarsi dalla condizione eterea hanno solo un mezzo: uccidere un essere umano che prenderà il loro posto. Un gruppo di vittime, però, non si è rassegnato a questo poco invidiabile destino e ha trovato il modo di reincarnarsi in corpi nuovi che sono una via di mezzo tra angeli e uomini. Di nuovo sulla terra, questi angeli bastardi vorrebbero soltanto ricucire i pezzi di vite bruscamente interrotte, finire gli studi, ritrovare amori perduti. Come Haniel, privo di regole e affamato di sesso, che "indossa" ora il corpo di una ragazza. O come Hesediel, che cerca di far capire alla donna che ama che è tornato dalla morte, e che adesso è in grado di guarire da qualsiasi ferita. Ma gli angeli "puri", quelli che non hanno mai ceduto alla tentazione della carne, sono in caccia, armati di spada e fuoco celeste, decisi a spazzar via le abominazioni. Per sopravvivere gli "angeli bastardi" dovranno dar battaglia a forze molto più grandi di loro e prepararsi a terribili sacrifici...



Gli angeli possono uccidere.
E lo fanno, per poter vivere una vita umana, di desideri e sofferenze, ma pur sempre una vita vera, migliore dell'assenza di emozioni che caratterizza la loro esistenza eterea.
Da questa idea di base nasce un romanzo originale, crudo e spietato come la storia richiede, e molto lucido nel descrivere le emozioni dei personaggi, gli angeli "bastardi" che, uccisi da angeli puri, hanno trovato il modo di reincarnarsi. Haniel, Hesediel, Rafael e gli altri, che erano stati uccisi da un angelo puro, sono tratteggiati in maniera completa e approfondita: ognuno di loro ha il proprio modo di affrontare la tragedia che gli è toccata, e sono tutti dei modi molto umani. 
E' impossibile non affezionarsi ad Haniel e al guscio che si è creato intorno, o a Rafael e alla sua impacciata dolcezza, e anche a Hesediel, forse il più ordinario (un lavoro normale, una donna amata con cui litigava troppo spesso) ma non per questo meno coinvolgente degli altri. Ho trovato bellissima, in particolare, l'amicizia che lega Haniel e Rafael, un rapporto dove i due hanno in comune più la solitudine che la vicinanza. Perché Rafael, così malinconico e gentile, non ha mai avuto una vita piena e Haniel, ferito dalla vita e dalla morte (la sua vita non è stata facile e la sua fine - si scopre nel corso del romanzo - è stata molto dolorosa), non accetta di avere legàmi, respinge chiunque, tratta male persino Rafael. Costretto per uno scherzo del destino a risvegliarsi come angelo bastardo nel corpo di una ragazzina, Haniel è il personaggio più affascinante e complesso. Chiuso in un corpo che non riconosce come suo (e che cerca di devastare con sbornie colossali), intrappolato in una vita che non gli appartiene, braccato, come gli altri mezzi angeli, dagli angeli puri, Haniel cercherà di rivendicare il proprio posto nel mondo con le unghie, con i denti, e con una spranga di ferro.
Un'altra caratteristica irresistibile di Haniel (che, lo sapete, apprezzo sempre) è l'ironia, a volte velenosa e crudele, a volte irriverente e sarcastica. E spesso, l'ironia di Haniel è portatrice, con un tono leggero e quasi sprezzante, dei messaggi più importanti del romanzo. Come in un dialogo con un angelo puro.

"Il mondo è sempre andato avanti senza bisogno di dèi. Gli uomini e il caso se la cavano abbastanza bene lo stesso", disse Haniel.
"Credi davvero di poter sconfiggere un angelo vero in una discussione teologica?", chiese Elemiah con un respiro spazientito.
"Credo che per discutere di queste favolette basti solo un po' di fantasia, quindi perché no?"

E a proposito di angeli puri, come si è detto, questi sono decisi a uccidere i mezzi angeli, considerandoli un abominio. Nel romanzo si assiste dunque a una sfida continua, a una lotta violenta tra gli angeli puri, capitanati da un intrigante quanto contraddittorio Mikael, e gli angeli bastardi. I primi combattono per ricreare l'ordine voluto da Dio, i secondo combattono per affermare la propria esistenza, generata dal caos e nonostante questo (o forse proprio per questo) degna di essere protetta e vissuta.

In conclusione, il lettore leggendo Angelize si sentirà trascinato in un romanzo ricco di colpi di scena, di scontri, fughe, apparizioni e sentimenti mai dichiarati ma ringhiati tra i denti. Si sentirà coinvolto dallo stile dell'autrice, che a volte è franto, spezzato e a volte si sviluppa in periodi più ampi, seguendo il ritmo della narrazione che intrappolerà il lettore nelle pagine. E infine il lettore arriverà alla scena conclusiva e lì desidererà che il secondo volume esca immediatamente.