domenica 19 maggio 2013

Di me diranno che ho ucciso un angelo

Vi presento il mio romanzo d'esordio.

«La donna aprì il libro, indicò qualcosa e disse: “A” poi lo guardò. L’angelo non capì. Lei indicò di nuovo il segno e disse: “A” e lo guardò ancora. Lui riuscì a capire. Aprì la bocca e riuscì a ripetere: «A.»
Gli occhi della donna si illuminarono: “La tua voce. È così bella. È musica. Ti prego, parlami ancora.”
L’angelo non capì, ma capì quando gli indicò la lettera b e gli fece dire: “B” e quando gli indicò la parola “porta”, gli indicò la porta della propria casa e gli fece dire: “Porta.”
Prima di imparare a vivere, l’angelo capì che avrebbe dovuto imparare a leggere.
Forse qualcuno potrebbe sorridere di questo.»

Dalla pagina di facebook


Ci fa sognare, ci illude, ci toglie il sonno, ci ruba il cuore e a volte, purtroppo, lo spezza. L’Amore è un sentimento complesso, guidato da logiche spesso inspiegabili. E se è difficile comprenderne i meccanismi per noi umani, immaginiamo quanto possa risultare incomprensibile agli occhi di un angelo caduto sulla terra, che di sentimenti non sa ancora nulla. Esce oggi in libreria il romanzo d’esordio di una giovanissima scrittrice, Gisella Laterza. Un libro che mi ha emozionata fin dal titolo. Un percorso alla scoperta dell’amore in tutte le sue declinazioni. Lasciatevi guidare.

Trama

È quasi l’alba.
Aurora, di ritorno da una festa, sta per addormentarsi sul tram che la porta a casa. All’improvviso, un giovane sconosciuto e bellissimo le rivolge la parola, e le chiede una cosa strana: vuole sapere come diventare un essere umano, poiché, nonostante abbia viaggiato tanto, non l'ha ancora capito.
Aurora, dopo un iniziale smarrimento, gli risponde che il primo passo per far diventare reale una storia è raccontarla a qualcuno. Così lo sconosciuto comincia a raccontarla a lei.

Lo sconosciuto è un angelo.
Gli angeli, nel romanzo, sono stelle, creature che vivono appese nel cielo, al di fuori del tempo, e contemplano la terra. A un certo punto, l’angelo della nostra storia incrocia lo sguardo di una demone, e se ne innamora. Preso dal desiderio di raggiungerla, cade nel mondo degli umani.

Sente, però, che lui e la demone sono troppo diversi per raggiungersi davvero, e così comincia un viaggio per diventare uomo. Lei, nel frattempo, senza che lui lo sappia, comincia un viaggio per diventare una donna.
Lungo le loro diverse strade, l’angelo e la demone incontrano personaggi molto distanti fra loro, ma accomunati da un intreccio di malinconia, solitudine e desiderio che sembra legare tutti gli esseri umani…
Agave

domenica 12 maggio 2013

[Recensione] Il linguaggio segreto dei fiori, di Vanessa Diffenbaugh

«Restammo a lungo aggrappati l’uno all’altra come se stessimo affogando, ma senza cercare la riva, in silenzio, respirando a malapena.»



Vanessa Diffenbaugh
Il linguaggio segreto dei fiori
Garzanti, 2012

Victoria ha paura e non sa esprimere i propri sentimenti, se non attraverso i fiori.
Victoria ha paura perché è stata abbandonata alla nascita. Affidata ai servizi sociali, è stata sballottata da una famiglia all’altra, da una casa dell’accoglienza all’altra. Fino ai diciotto anni, quando è obbligata a essere libera, a costruirsi una vita con le proprie forze.
Ma una nuova vita, per chi non è mai stato amato e si sente solo e senza radici, è difficile da creare. Per fortuna c’è la fiorista Renata, che assume Victoria dopo che la protagonista le prova il suo talento.

«Quando ebbi finito, una spirale di crisantemi bianchi si ergeva da un cuscino di verbena color neve e grappoli di pallide rose rampicanti scendevano a cerchio dal piccolo mazzo stretto nel nastro di raso. Tolsi tutte le spine. Il mazzo era bianco come un bouquet da sposa e parlava di verità, di preghiera e di un cuore acerbo. Ma nessuno lo avrebbe capito.
[…]
“Cos’è?”, chiese.
“La mia esperienza”, risposi porgendole i fiori.»


mercoledì 8 maggio 2013

[Recensione] La punizione del romanzo, di Danila Passerini

«"Potresti essere spedito in un romanzo, a imparare come ci si deve comportare."»




Danila Passerini
La punizione del romanzo
L'Erudita (2013)

Filippo ha sedici anni, un carattere ribelle, capelli lunghi e magliette sbiadite che non riesce a buttare via. La scuola è piena di luoghi comuni soprattutto da quando, dopo la Terza guerra mondiale, tutti si sono messi in testa che bisogna spendere la propria vita per gli altri, essere compassionevoli, buoni. E lui, il più bello della scuola, non ci sta. Ogni compagno è bersaglio di frecciatine non troppo velate e battute taglienti, un po' per colpire i deboli, un po' per non svelare la propria personalità e le proprie passioni amorose rivolte all'unica che non sembra subire il fascino del bello e cattivo. Ma la scuola è un luogo di formazione non solo didattica ma anche caratteriale e morale, la cui missione è accompagnare nella crescita i ragazzi perché diventino adulti colti sì, ma soprattutto critici, coscienziosi, consapevoli. E allora non rimane da fare che una cosa: punirlo. Quale castigo sarebbe più adatto per lui della punizione del romanzo? Filippo entrerà in un libro, vestendo i panni di un personaggio, e il suo scopo sarà quello di vivere la sua nuova vita senza cambiarne la trama, pena il non ritorno. Ma cosa succede quando Filippo si rende conto che il romanzo in cui è finito è proprio l'odiato I Promessi Sposi? E se il destino, o meglio la Preside, lo ha portato a indossare i panni di Don Rodrigo, riuscirà veramente a far la parte del cattivo?


Il romanzo è diviso in due parti. La seconda, con Filippo nei panni di Don Rodrigo, è più scorrevole (e alcune trovate sono quasi geniali), mentre nella prima si può notare qualche piccolo intoppo.

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