venerdì 29 gennaio 2016

Le principesse disney parlano di meno? Per fortuna!



Le principesse disney parlano meno dei loro colleghi maschi.
E' quanto emerge da unouno studio delle linguiste Carmen Fought del Pitzer College e Karen Eisenhauer della North Carolina State University sui personaggi femminili dei film di animazione firmati Disney.

Ma è un male?
Trovo invece che sia un dato positivo.

Infatti, nei cartoni animati del passato, Biancaneve, Cenerentola e Aurora sono in scena con gli animaletti del bosco o con i topolini; i loro principi arrivano alla fine solo per dare un bacio o poco più. I principi, insomma, nel passato, erano il "premio finale" delle principesse che, con la sola presenza, garantivano alla fanciulla di accedere a uno stile di vita superiore.

Belle
Invece, nei cartoni moderni, i principi hanno acquisito lo status di personaggio vero e proprio. Non c'è più l'idea che la protagonista sia una fanciulla da salvare e il principe sia il simbolo della sua salvezza, ma entrambi, uomo e donna, devono compiere un percorso di formazione prima di potersi amare. Anzi, in alcuni casi, è l'uomo a dover imparare qualcosa, mentre la donna è già matura e consapevole di sé.
Osserviamo gli esempi.

La Bella e la Bestia

Belle parla meno della Bestia, ma il motivo è semplice: come avevo già scritto qui (Pensieri su La Bella e la Bestia) non è Belle la protagonista, ma è la Bestia. Come si fa a dirlo? E' la Bestia che deve imparare ad amare, che compie un'evoluzione psicologica e alla fine si trasforma in principe. Non è l'amore di Belle a salvarlo: è la Bestia che salva se stesso quando capisce che può farlo.

Jasmine
Aladdin

Anche qui lo stesso discorso. Jasmine parla meno di Aladdin perché è Aladdin il protagonista: Jasmine, all'inizio della storia, è già una donna forte, indipendente e con le idee molto chiare su che cosa vuole e che cosa non vuole dalla vita.
Aladdin, al contrario, deve ancora trovare la propria identità. Per questo il nostro ladruncolo parla di più della sua principessa.

Rapunzel

Questa è la mia favola preferita, come sapete (e se non lo sapete, leggete Pensieri su Rapunzel), anche perché Flynn e Rapunzel compiono un percorso di formazione insieme prima di potersi amare: lei impara a muoversi nel mondo; lui a fidarsi di qualcuno al punto da sacrificare la propria vita.
La stessa cosa succederà, anche se realizzata in maniera non altrettanto efficace, per Anna e Kristoff di Frozen.

Insomma, che le principesse parlino tanto quanto i principi indica un'evoluzione positiva dei personaggi: significa che la donna è alla pari dell'uomo.

"Evviva!"

domenica 10 gennaio 2016

Entrando nell'anno nuovo in punta di fiaba


Se l'anno nuovo si vede dal mattino, il mio 2016 non poteva iniziare meglio.
Ieri ho terminato la revisione di un romanzo molto importante. Una storia a metà tra la fiaba e il racconto d'avventura. Una storia che era nata a Stoccolma. Avevo iniziata a scriverla lì, nei caffè della Venezia del Nord, come qualcuno ricorderà: Una scribacchina nei caffè di Stoccolma.

Ora quel romanzo è concluso.
Ma la sua vera avventura inizia adesso.
Quindi incrociamo le dita: chissà che i miei pirati sgangherati non vedano la luce. Arrrrr!

Intanto devo ringraziare i colleghi e amici Luca Tarenzi e Aislinn: senza una bella chiacchierata con loro (e senza la loro opera di convincimento), non sarei riuscita a concludere.

Ma questo romanzo non è l'unica fiaba del 2016.
Sono contenta di notare che La signora dei gomitoli, la mia favola scaricabile gratuitamente da Amazon, sta ottenendo ottime recensioni.
Vi ringrazio tutti di cuore per tutto.
Che anche il vostro anno possa essere una fiaba da vivere in punta di piedi, o saltandoci dentro con decisione, come Alice nella tana del Bianconiglio.
Gisella



C'era una volta una signora che viveva tutta sola. I suoi gomitoli, però, erano speciali: in ognuno era racchiusa una storia, che lei raccontava ai bambini durante la Vigilia di Natale...

Volete ascoltare anche voi?
Seguite il filo del gomitolo...

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