venerdì 6 dicembre 2013

[Recensione] Le cose come stanno

Cari Lettori, questa è una recensione difficile. Perché purtroppo questo libro non mi ha convinto del tutto, forse perché troppo lontano dalla mia sensibilità di lettrice, mentre non dubito che altri tipi di lettori possano apprezzare lo stile sobrio dell'autrice, e i suoi personaggi.

Titolo: Le cose come stanno
Autrice: Tina Caramanico
Editore: Officine Editoriali
Prezzo: 3,99 (formato ebook)
Pagine: 82

TRAMA

Si tratta di una raccolta di nove racconti brevi (mainstream) il cui tono è a volte drammatico, a volte tragicomico, e il cui tema di fondo è la perdita delle illusioni, la caduta delle costruzioni fantastiche e arbitrarie che utilizziamo per abbellire, semplificare o comprendere la nostra vita, l’incontro con la realtà delle cose che quasi sempre fuggiamo, per paura, per immaturità o scarsa consapevolezza. A volte questi personaggi devono accettare una tragedia, altre volte invece dietro il velo che cade trovano solo l’altra faccia, non necessariamente più brutta, di ciò che credevano di conoscere, ma non conoscevano affatto.

Ringrazio l'autrice per avermi inviato l'ebook.


Nove racconti.
Un tema in comune (la caduta delle illusioni).
Una costruzione bella, armonica, ma purtroppo non sviluppata e approfondita come avrebbe potuto essere. In Le cose come stanno sono, infatti, presentate delle situazioni, ma non hanno un inizio, una fine, una conclusione. Non hanno un conflitto o una tensione che si risolve o degenera. E anche quando si ha uno sviluppo o un cambiamento nei personaggi, non è significativo, ma lascia un senso di incompiutezza.

Una ragazza bellissima disprezza la compagna di classe più brutta, poi alla ragazza bella viene un brufolo e diventa amica di quella brutta; un uomo prende posto in un ristorante, mangia degli spaghetti e poi muore; e così via, i racconti scivolano come acqua, con uno stile scorrevole, semplice, ma di cui resta poco. Perché un lettore dovrebbe affezionarsi a quella ragazza, a quell'uomo, e a tutti i personaggi che popolano la raccolta? Forse la colpa è della brevità di queste storie, ma sembra che l'autrice apra, in ogni racconto, una finestra, e la chiuda prima che si intravveda uno spiraglio di luce. Così, restano in ombra tanti aspetti della vita di ogni personaggio, e ogni storia sembra inconcludente.

E' un peccato, perché l'autrice possiede, tuttavia, la profonda capacità di osservazione della realtà, l'abilità preziosa di saper cogliere lo stato d'animo dei propri personaggi tramite pochi tratti di penna. Vedrei bene questi racconti ampliati, approfonditi, e collocati all'interno di un romanzo che giochi con le infinite possibilità di vita che la scrittura offre, un romanzo dove i personaggi siano più vissuti e complessi, non solo sentìti superficialmente. Un romanzo, insomma, che mostri non solo le cose come stanno, ma come erano, come avrebbero potuto essere, come forse saranno.
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