lunedì 30 dicembre 2013

Le mie migliori letture del 2013

Buongiorno a tutti, Lettori!
L'anno finisce, e se mi guardo indietro noto che è stato un anno di letture diverse e interessanti. Ne ho recensito solo una parte sul blog, per la mia reticenza nel recensire i classici. Pur essendo i romanzi che leggo con più frequenza, non riesco a parlarne in un semplice post. Un classico è eterno e non può essere catturato in questo spazio di "cose vaganti".

Mi sento di fare qualche classifica per i romanzi contemporanei, secondo i due generi che preferisco: realistico, urban fantasy e fantasy.
Cominciamo!

IL ROMANZO REALISTICO PEGGIORE


Sicuramente The Vincent Boys, con la sua trama irrealistica e i suoi protagonisti insensati che mi ha fatto fare grasse risate che ho riversato in una delle recensioni più divertite che io abbia mai scritto (recensione qui: The Vincent Boys)








IL ROMANZO REALISTICO MIGLIORE

Di certo Marina Bellezza (non recensito purtroppo per la mia solita mancanza di tempo), che ho trovato molto affine ad Acciaio (recensione qui: Acciaio) per quanto riguarda i temi e lo stile, ma non meno efficace. Uno stile sempre originale e intenso come solo quello della Avallone sa essere.







IL ROMANZO URBAN FANTASY PEGGIORE

Mentre della serie Shadowhunters - Le origini avevo amato L'angelo (recensione qui: L'angelo), ho trovato molto deludenti Il principe e La principessa. L'approfondimento psicologico molto presente nel primo libro della saga si appiattisce qui nel banale triangolo amoroso; la trama ricca di colpi di scena nell'Angelo, negli altri due diventa prevedibile, e quando non è prevedibile, le soluzioni appaiono poco convincenti perché create ad hoc.






IL ROMANZO URBAN FANTASY MIGLIORE

Non per essere di parte visto che ho conosciuto l'autore, ma God Breaker (recensione prossimamente) è geniale. Unisce azione e suspance a una complessa costruzione di un mondo affascinante, spesso inquietante, misterioso e molto realistico nonostante lo stile onirico che è caratteristico di Tarenzi
Lettura adatta a chi cerca una trama coinvolgente e personaggi indimenticabili, e anche a chi ama rintracciare i riferimenti culturali molto presenti nel testo.






IL ROMANZO FANTASY PEGGIORE E MIGLIORE

Non sto scherzando. Le cronache del ghiaccio e del fuoco, che ho divorato nella loro interezza tra gennaio e febbraio scorso, sono la saga fantasy che ho amato e che ho odiato di più al tempo stesso. Amata, per la complessità dell'opera, per la varietà dei personaggi, perché è impossibile non affezionarsi a loro. Odiata, perché lo stile non è sempre curato e perché alla lunga le comparse diventano ripetitive, gli schemi si ripetono, la narrazione secondo punti di vista diversi si fa dispersiva e inconcludente.
Comunque, anche solo per l'impatto culturale che sta avendo, anche a causa della serie televisiva, A Song of Ice and Fire diventerà una lettura obbligata per chi vorrà scrivere fantasy.

IL CLASSICO PIU' AMATO

Lo so che ho detto che non parlo di classici, ma in chiusura di questo post vorrei sbilanciarmi per... augurarvi buon anno nuovo!
Il classico che ho amato di più quest'anno è I tre moschettieri. Perché c'è una parte di me che continua ad amare l'avventura come quando ero ragazzina, che ama gli eroi vani e fanfaroni che fanno ridere, fanno appassionare, e vedono il mondo attraverso il fondo di un bicchiere svuotato. Perché, cari Lettori, impossibile non farsi prendere dal fascino di Athos (personaggio comico e tragico al tempo stesso).

La vita è un rosario di piccole miserie che il filosofo sgrana ridendo. Siate filosofi come me, signori, mettetevi a tavola e beviamo: nulla fa sembrare roseo il futuro come guardarlo attraverso un bicchiere di chambertin.

Con l'augurio di un capodanno roseo (e alcolico),
la vostra Gisella 
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