lunedì 8 dicembre 2014

Disavventure di una scribacchina #2
Scrivere in treno


Da un anno a questa parte me ne succedono di tutti i colori.
Così, mentre raccontavo le mie strane esperienze quotidiane alle mie coinquiline, loro mi hanno dato questo consiglio: dovresti farne una rubrica sul blog.
Ed ecco che nasce Disavventure di una scribacchina, che raccoglie tutte le assurdità che la gente mi racconta o mi scrive su Facebook, e tutti i guai che combino per conto mio.


Essendo originaria di Bergamo ma frequentante l'Università di Pavia, mi tocca prendere il treno due volte alla settimana. Cosa fare durante il viaggio (che quasi sempre è anche prolungato dai solito ritardi)?
Spesso leggo. Da un po' di tempo ho cominciato anche a scrivere.

Apro il mio portatile e comincio a battere freneticamente sui tasti, per la gioia del mio vicino di posto.
E ho scoperto che amo farlo, perché, nonostante io sia circondata da un viavai di persone che passano, mi urtano... io sono in un mondo a parte, molto lontano.

Scrivere in treno è un viaggio nel viaggio.
Scrivere in treno è affascinante perché mi sento in mezzo alla vita e, al tempo stesso, al di fuori.
Scrivere in treno è anche il modo migliore per perdere la propria fermata.

La vostra distrattissima

che ieri sera è arrivata a Pavia con un'ora di ritardo.

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