giovedì 8 agosto 2013

[Recensione] Red Carpet, di Giorgia Penzo

Red Carpet, di Giorgia Penzo
GDS (2013)
In un presente alternativo, il vampirismo non è più un morbo da debellare ma una risorsa sulla quale investire. Lo sa bene Elizabeth “Lise” Scott, giovane e arrivista responsabile delle negoziazioni alla Immortality Awaits Corporation, l’unica società al mondo in grado di rendere reale il più grande sogno dell’uomo: vivere per sempre. Elizabeth è un brillante avvocato specializzato nella difesa dei vampiri e il legale personale del presidente dell’Immortality Awaits, Ryan J. Constant, uno dei pochissimi pluricentenari in grado di trasmettere il virus dell’immortalità attraverso il proprio sangue. L’arrivo di Adam Reese, arrogante immortale del Vecchio Mondo con un conto in sospeso con il passato, costringerà Elizabeth ad affrontare la sfida più importante della sua carriera. Obbligata dalle circostanze e dal suo orgoglio, si ritroverà al cospetto di un misterioso tribunale segreto – la Corte di Erebo – in un processo che affonda le sue radici ai tempi della Rivoluzione francese.




Dopo che l'onda lunga dell'effetto Twilight ci ha sommerso con storie tutte uguali, si può ancora parlare di vampiri senza far venire la nausea al lettore?
Giorgia Penzo ci dimostra che sì, si può fare. E, anche con un tema così abusato, si può essere originali.

I vampiri di Red Carpet, infatti, sono molto diversi da quelli che popolano alcune tremende storie per adolescenti-con-tempeste-ormonali-in-corso. Tanto per cominciare, i vampiri di Giorgia Penzo non "indossano" una ridicola pelle sberluccicante, ma vestono Gucci e Armani. Non bevono sangue animale o ambigue compresse ematiche, ma sono predatori pericolosi che vanno a caccia per soddisfare la propria sete. E non si nascondono nell'ombra senza che nessuno sappia della loro esistenza. Anzi, la storia è ambientata in un presente alternativo dove i vampiri sono al vertice della società. E il vampirismo, che qui non è una maledizione ma una malattia con tanto di spiegazione scientifica, è un dono che solo i milionari possono permettersi: il prezzo dell'immortalità è piuttosto alto, e non consiste solamente nel non poter più vedere la luce del sole.

E qui veniamo alla nostra protagonista, Elizabeth Scott.
Elizabeth, detta Lise, è un brillante avvocato che lavora per la Immortality Awaits, una ditta che si occupa di... vampirizzare gentiluomini milionari su richiesta. L'operazione è possibile grazie al sangue di Ryan J. Costant, vampiro affascinante e pluricentenario, il quale ha assunto Elizabeth per farsi mettere al sicuro da tutti i pasticci legali che possono capitare se il neo-vampiro non è poi così contento della propria nuova condizione.
Ed Elizabeth, insieme al resto dello staff dell'Immortality Awaits, sa far bene il suo lavoro. Perché? Forse, in fondo, perché è cinica, spietata e deliziosamente irritante come i vampiri per i quali lavora.

Elizabeth Scott è una protagonista fuori dagli schemi, una donna in carriera dalla camminata decisa e dalle idee chiare, anche se non proprio pulite come un completo Armani fresco di sartoria. Lise è, in effetti, manipolatrice fino a essere senza scrupoli e, naturalmente, essendo un ricco avvocato, può permettersi di avere un vizio costoso: la moda.

La storia è narrata da lei in prima persona, e tra una trasformazione in vampiro e un cocktail party, il lettore è divertito dall'ironia di Elizabeth, che (salvo alcuni momenti in cui è in effetti eccessiva e un po' fuori luogo), rende frizzante la narrazione.
Probabilmente a Ryan sarebbe preso un infarto nel vedermi con la mia tenuta nuova.
Ma, dopotutto, non sarebbe certo morto per questo. 

Certo, Elizabeth è una donna in carriera all'apparenza forte e sicura di sé, che intende mantenere un atteggiamento professionale, ma ha una personalità complicata, forte e indifesa contemporaneamente. Anche Lise ha delle debolezze. Anche per lei, tanto per dirne una, è difficile resistere al fascino di un vampiro.

Ed Elizabeth ne ha a disposizione ben due.

Uno, l'affascinante Ryan J. Costant, il suo capo. All'apparenza freddo, distaccato e persino annoiato di fronte agli effimeri problemucci dei comuni mortali, anche Ryan in realtà nasconde un lato istintivo, da predatore.

L'altro vampiro con cui Elizabeth ha a che fare, questa volta suo malgrado, è Adam, impulsivo e sfacciato seduttore, che, nonostante tutte le arie che si dà, ha bisogno di Ryan ed Elizabeth e finirà per trascinarli in un'avventura pericolosa, un gioco che potrebbe far decollare la carriera del nostro brillante avvocato, oppure porre fine alla sua vita.

In conclusione, il romanzo d'esordio di Giorgia Penzo è un libro da non perdere, perché unisce un'ambientazione originale e personaggi (sia principali che secondari) altrettanto fuori dal comune, disseminati lungo il romanzo ma concentrati soprattutto nel gran finale (dove, veramente, spalancherete la bocca per lo stupore!).


Certo, Red Carpet non è un esordio privo di difetti, anche se lievi: soprattutto all'inizio è presente, anche se non ostacola la lettura, qualche errore, non si sa se di battitura o veri e propri errori grammaticali. E la trama non ha un ritmo sempre incalzante, ma a volte le divagazioni della protagonista stemperano l'adrenalina e riducono la tensione.
E' comunque un romanzo interessante, per la vasta gamma di sentimenti umani che vengono rappresentati in tutta la loro complessità, per i protagonisti forti e fragili, per l'ambientazione cinica e poetica al tempo stesso.

E', insomma, un romanzo che si legge d'un fiato.
E che vi terrà svegli la notte.


Nota: le immagini inserite sono quelle utilizzate dall'autrice sul suo blog Giorgia Penzo per i personaggi del romanzo. 
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