Ti ho mai raccontato del giorno in cui sei nato?
Io avevo undici anni e aspettavo fiduciosa la mia lettera per Hogwarts. Poi ho scoperto di non essere una strega, e ho deciso di diventare un pirata. Un giorno stavo disegnando un pirata bambino, a bordo della sua nave. E, ad un certo punto mi è venuta voglia di raccontare la sua storia.
Così sei nato tu, il mio primo romanzo.

Ma son dettagli.
Ricordi come sei cresciuto, caro primo romanzo? Ci hai messo un anno, anno che ho trascorso a battere i tasti del computer della mamma, anzi, usando il solo dito indice (!) della mano destra perché non sapevo usare le dieci dita sulla tastiera.
Per questo,
oggi ti scrivo questa lettera per dirti grazie.
Grazie per avermi insegnato per la prima volta a trovare un ordine (confuso, ma pur sempre un ordine) a trama, personaggi, idee. L'abbiamo fatto insieme, perché tu sei cresciuto con me. Dalla prima pagina all'ultima il tuo stile cambia, evolve, matura, man mano che imparavo a padroneggiare la scrittura, che è materia liquida e scivolosa, che non mi ascoltava se io per prima non imparavo ad ascoltarla.
Grazie per avermi insegnato il piacere di raccontare, e l'importanza di riascoltarmi. Perché ti ho letto, dalla prima pagina alla pagina 124, a mia sorella, che all'epoca aveva nove anni ed era - come è adesso - un'avida divoratrice di storie, ma preferisce quando qualcuno gliele racconta.
Grazie perché mi hai insegnato il piacere di scrivere. Ogni volta che mi rimetto davanti al computer o che prendo in mano una penna, io ritorno all'infinito divertimento che solo una bambina di undici può provare nel creare una storia.
Grazie.
A proposito di pirati... ;)
RispondiEliminaP.S. io le dieci dita sulla tastiera non le so usare ancora :P
Tutto inizia con i pirati. :)
EliminaP.s.: ahahah, grande! Questo mi conforta assai!
Ehehe, della serie "I due indici più veloci del West." ;)
RispondiEliminaCiao! Grazie per esserti unita ai lettori fissi. A rileggerti!
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