mercoledì 3 giugno 2015

Addio a Stoccolma


"D'una città non godi le sette o le settantasette meraviglie,
ma la risposta che dà a una tua domanda."
(I. Calvino, Le città invisibili)



A Stoccolma ho trovato le risposte nelle canzoni cantate in tante lingue diverse; nelle feste del Caffè Bojan; nell'aurora boreale, così bella e inquietante; nelle partite di hockey; nella zuppa calda regalata da un barista impietosito; nella neve che copre ogni cosa; nella primavera che arriva lenta e tanto desiderata; negli alberi con cui abbiamo fatto lunghe e intense chiacchierate; nelle porte automatiche che si aprono solo perché usiamo la Forza; negli occhi del mio Pirata quando, dopo tante settimane, ci ritroviamo.

Di certo la risposta non è mai in fondo a un bicchierino di shot, ma a volte è nascosta per strada. Se vuoi averla, basta perderti con un amico per le vie della città e vedere il sole che, alle tre del mattino, comincia a salire.

Di Stoccolma ricorderò i palazzi bellissimi di Östermalm, i coniglietti di Vasastan, i ciliegi di Kungsträdgården, e la città invisibile che solo io ho vissuto.
Di Stoccolma ricorderò soprattutto le persone che ho incontrato.

Quando, oggi, lascerò la mia Stoccolma, ho delle risposte da portare a casa.
Le domande restano un segreto.
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