venerdì 6 novembre 2015

Difficoltà e vantaggi del fantasy italiano
Tavola rotonda al Lucca Comics 2015



Il Lucca Comics lascia sempre un po' intontiti, privi di sonno, ricchi di esperienze. Questo non è stato diverso.

C'ero già stata due anni fa per presentare Di me diranno che ho ucciso un angelo (Rizzoli) e ne parlo qui: Lucca Comics 2013: persone strambe e sogni intrecciati.

Ci sono tornata quest'anno, onorata di essere stata ospite di una tavola rotonda sul fantasy italiano.
Con me, vedete in foto, da sinistra, gli scrittori Aislinn (Fabbri), Luca Tarenzi (Salani, Acheron Books), la sottoscritta, Andrea Atzori (Origami) e l'editore Fabio Attoli (Origami). Nell'incontro è intervenuto anche il mitico Mario Pasqualotto.

Aislinn, Luca Tarenzi, Gisella Laterza, Andrea Atzori, Fabio Attoli
Ora, ho messo al post un titolo altisonante, ma guardate le nostre facce: secondo voi, il discorso è stato serio? Tra risate perplesse e incertezze croniche, però, sono emersi degli spunti niente male. Una riflessione in generale sul fantasy, e sul fantastico, in Italia. Difficoltà e vantaggi che chi scrive questo genere incontra. Secondo il punto di vista (personale e soggettivo) di chi lo fa.

Ci sarà a breve il video completo della tavola rotonda. Per chi fosse impaziente di sapere cosa abbiamo detto (e per chi sarà troppo pigro per vedere lo streaming), ecco un disordinato riassunto.

Chi compra i libri non li legge
Sembra un paradosso, ma è la più solida delle realtà.
Signore e signori, ebbene sì, il libro è un oggetto. Chi lo compra, lo fa per possedere o per regalare un oggetto. Non per leggere. O meglio, non solo.

Ciò che tiene a galla l'editoria è il cosiddetto lettore debole: chi legge un libro all'anno, prendendolo spesso dai primi dieci in classifica. E' un lettore non informato, del tutto inconsapevole di ciò che acquista. E' un lettore che entra in libreria e acchiappa la prima cosa che vede sullo scaffale, perché ne parlano tutti, o perché vuole fare un regalo.

I lettori forti, invece, leggono almeno 12 libri all'anno (quelli davvero forti almeno 40-50). Si informano, selezionano, cercano prodotti di qualità, oppure sanno distinguere le letture di intrattenimento dalle letture di qualità. Ma chi può permettersi di comprare tutto ciò che legge? Soprattutto se i prezzi sono proibitivi?
Conclusione: il lettore forte onesto va in biblioteca; quello disonesto scarica il libro illegalmente. I libri comprati dai lettori forti sono solo quelli che sono piaciuti davvero e che il lettore vuole conservare.

Luca Tarenzi, Gisella Laterza
Il disastro delle mode
Ogni genere letterario si fonda su alcuni elementi canonici. Possono essere imitati, copiati, reinventati, stravolti... ma non si può prescindere da essi.
Il problema del fantasy è stato lo scoppiare di mode.
Tracciando una storia rapida, tutto è iniziato con la trilogia cinematografica del Signore degli Anelli. Dopo l'apparizione della Compagnia dell'Anello (2001), sono usciti gli imitatori di Tolkien. 
Dopo Eragon (2002), c'è stato il boom dei baby-autori. Ragazzi giovanissimi, attorno ai 16-19 anni, che hanno pubblicato romanzi immaturi. I quali, ma va?, si sono rivelati delle meteore (noi non abbiamo fatto nomi, ma i più ricorderanno diversi casi italiani).
Dopo Twilight (che è paranormal romance, ma rientra nel discorso)? Vampiri innamorati come se piovessero.
Ora che va di moda il Trono di Spade, si trovano ovunque (sia nella narrativa che nelle serie tv) fantasy violenti, cupi, con personaggi che sono delle emerite canaglie.

Qual è il risultato?
Tarenzi, Laterza, Atzori
Prima i lettori divorano tutto ciò che nella fascetta porta scritto "Emozionante come Hunger Games". Poi non ne possono più. Prima le case editrici cavalcano la moda. Poi non ne possono più. Perché alle loro scrivanie arrivano copie che sono le copie delle copie delle copie. E basta!

Il problema della classificazione
Questo riguarda soprattutto il mio romanzo, ma non solo. Come sapete, Di me diranno che ho ucciso un angelo genera qualche dubbio. Fantasy o no? I lettori l'hanno chiamato fiaba moderna, affine al Piccolo principe. Il problema è dunque: dove va a finire negli scaffali? Reparto ragazzi o reparto adulti? Fantasy o realistico?
Chi frequenta le librerie sa che la collocazione è tutto. Un libro che finisce nello scaffale sbagliato è un libro perduto.
A questo proposito, nella conversazione è intervenuto Mario Pasqualotto: a volte, la suddivisione di genere crea problemi o addirittura danni a quei libri che rifuggono dagli schemi.

Come fare per migliorare la situazione?
Niente di più semplice: comprate i libri.
Parlo con voi, lettori forti, che state leggendo questo post e dunque amate tenervi informati, oppure siete solo capitate qui per caso.
Comprate - i - libri - che - vi - piacciono
Oppure parlatene.
Tanto.
Vi piace una frase? Condividetela.
Vi ispira una copertina? Fotografatela.
Un romanzo vi ha tenuti svegli la notte, inchiodati alle pagine fino all'ultima? Raccontatelo. Su Facebook, al bar, a scuola, al lavoro.
Create ogni giorno una tavola rotonda della letteratura.
Raccontate i libri che amate, qualunque sia il genere a cui appartengono loro, qualunque sia la vostra età.

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Ecco qua tutto ciò che riesco a ricordare a memoria della nostra chiacchierata di Lucca, e se avrò commesso qualche errore, me ne scuso. La mia testa sta fluttuando nella febbre.

Lancio un appello a chi c'era: sapete dirmi se ho dimenticato, ho sbagliato qualcosa?

Lancio un appello a chi c'era e a chi no: che ne pensate?
Concordate? No? Avete osservazioni, aggiunte, obiezioni?
A rileggervi,
la vostra scribacchina
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